• Sebbene la cura della perimplantite adotti metodiche e procedure simili a quelle per debellare la parodontite, è necessario fare alcune distinzioni poiché c’è una sostanziale differenza tra la superficie dei denti naturali (parliamo della radice del dente quindi del cemento radicolare) e quella degli impianti dentali in titanio osteointegrati.
  • Pur svolgendo la stessa funzoine, la superficie del dente naturale si comporta in maniera diversa da quella di un impianto inserito nell’osso mascellare.
  • Sembra un controsenso ma l’impianto è molto più sensibile all’igiene orale rispetto al cemento radicolare.

Radice di un dente naturale

  • La parte del dente naturale al di sotto delle gengive ed immersa nell’osso mascellare è chiamata radice e la sua superficie è detta cemento radicolare.
  • I denti sono mantenuti in sede (all’interno dell’osso) dal legamento parodontale che parte dall’osso e finisce nel cemento della radice del dente.
  • La parodontite attacca prima la gengiva, poi i tessuti parodontali (legamento e mucosa) ed infine l’osso provocando la caduta spontanea del dente stesso.

Superficie impianto dentale

  • L’impianto dentale è mantenuto stabile ed in posizione grazie alla sua stretta relazione con l’osso con il quale, dopo il periodo di osteointegrazione, tende a diventare un tutt’uno.
  • Non esiste nessun legamento parodontale, ne naturale ne artificiale. Inoltre, la superficie dell’impianto è molto più delicata di quanto non sia quella dei denti.
  • A complicare le cose ci pensa la morfologia della superficie implantare che non è liscia come si potrebbe essere portati a pensare bensì porosa.
  • Se da una parte tale porosità facilita e fortifica l’osteointegrazione, dall’altra offre “riparo” ai batteri che causano l’infezione e la cura della perimplantite diventa più problematica.

Cura della perimplantite superficiale o mucosite

Prima che la patologia degeneri in perimplantite, i tessuti coinvolti, infetti ed infiammati, sono quelli molli ovvero gengive e mucosa.

A questo stadio, la cura della perimplantite prevede manovre non chirurgiche di igiene orale professionale allo scopo di eliminare la placca che si è accumulata (anche sulla sovrastruttura anche detta protesi) ed i tessuti molli e duri dalla superficie dell’impianto dentale con l’utilizzo di scalers e lavaggi a base di clorexidina. Per debellare l’infezione può essere utile un supporto antibiotico che deve essere valutato e prescritto dal medico.

Per contenere e eliminare progressivamente l’infiammazione, si sono rivelati utili anche i seguenti metodi:

  • Sciacqui con acqua tiepida e sale;
  • Acido citrico;
  • Perossido di idrogeno.

Cura della perimplantite conclamata

  • La cura della perimplantite conclamata (ovvero quando l’infezione ha superato i tessuti molli e si appresta ad attaccare l’osso o lo ha già fatto) è di stretta pertinenza del dentista che non può fare altro che ricorrere alla chirurgia orale per raggiungere le parti colpite, asportare il materiale biologico infetto e decontaminare la superficie dell’impianto dentale.
  • La ricerca da parte dei produttori di strumentazione chirurgica ed odontoiatrica permette oggi ai dentisti di avvalersi di nuovi strumenti appositamente realizzati per aumentare l’efficacia del tarttamento contro la perimplantite.

In particolare vanno citati i seguenti:

Laser

Il laser per la cura della perimplantite è oggi assai utilizzato per decontaminare le superfici implantari con grande soddisfazione sia dei dentisti che dei pazienti

Rimozione meccanica

Detto in questo modo non significa un gran che per i non addetti ai lavori; in altre parole, esistono sul mercato degli strumenti come iBrush (nome commerciale) che, collegati alla al trapano a turbina del dentista, permettono la rimozione meccanica (non manuale come con lo scaler) di placca e tartaro dalla superficie dell’impianto dentale senza però danneggiarlo.

La perimplantite è un processo infiammatorio, che colpisce i tessuti intorno all’impianto osteointegrato portando ad una perdita del tessuto osseo di sostegno.

La causa o è infettiva, o è un’errata passivazione implanto-protesica (trauma occlusale), anche se clinicamente si possono riscontrare entrambe le cause. L’esame radiografico permette di distinguere facilmente una perimplantite da trauma occlusale da una batterica.

Per salvaguardare il processo di osteointegrazione, si utilizzano terapie che comprendono l’uso di farmaci antibiotici, antinfiammatori, oltreché un’eventuale revisione di curettage chirurgico dell’area interessata, ed anche la rigenerazione ossea guidata (GBR). Tutte le terapie puntano a eliminare i batteri dalla superficie dell’impianto sia a cielo coperto (senza incidere la gengiva e vedere) che a cielo aperto (incidendo la gengiva e sollevandola).

Le terapie a cielo chiuso hanno dalla loro minore invasività ma non possono essere associate a rigenerazione dell’osso che richiede sempre il sollevamento di un lembo, inoltre essendo terapie alla cieca non permettono di visualizzare e controllare le aree se pulite. Tra le terapie meccaniche vi è l’uso di strumenti come curettes, il getto di bicarbonato o altre polveri,ed anche quello di frese per rimuovere tutte le spire e le rugosità implantari.

Terapie non meccaniche prevedono l’uso di soluzioni antisettiche ed antibiotiche, sia sotto forma di lavaggi che in forme a lento rilascio dal gel alle fibre impregnate. Il Laser può sterilizzare le superfici. Limite comune di tutte le terapie che si limitano a eliminare i batteri disinfettando o sterilizzando è che essi ricolonizzeranno gli spazi in quanto i batteri non si trovano solo sugli impianti. Diviene fondamentale correggere tali difetti ossei perché non tornino ad essere serbatoi di infezione. La GBR è utile in questo senso, a meno che di ricorrere a terapie resettive che porteranno le superfici decontaminate all’aperto in zone pulibili.

Conclusioni

Come abbiamo visto, la cura della perimplantite può rivelarsi molto invasiva e costosa; è quindi preferibile prestare molta attenzione all’igiene orale quotidiana e sottoporsi periodicamente alla pulizia denti dal dentista poiché solo in questo modo il medico o l’igienista sono in grado di diagnosticare piccoli problemi che, se non curati tempestivamente, possono trasformarsi in un vero calvario.